Prestiti per dipendenti Statali

Prestiti per dipendenti Statali

I dipendenti statali sono una particolare categoria di lavoratori che possono accedere ad una serie di prestiti agevolati, come la cessione del quinto, il prestito personale, la delega di pagamento oltre ai prestiti convenzionati INPS.

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In questa categoria rientrano tutti quei lavoratori che lavorano per un’Amministrazione centrale o periferica dello Stato, come il personale della Scuola e dell’Università, i dipendenti dei Ministeri e delle Forze dell’Ordine e della Difesa, etc.. Ora andremo a vedere quali sono i vantaggi dei dipendenti statali ed i migliori prestiti agevolati del 2016, a seconda delle varie necessità.

Prestito personale dipendenti statali

I dipendenti statali possono richiedere un prestito personale che può essere finalizzato o non, come ad esempio per una ristrutturazione edilizia, l’acquisto di un’auto o di elettrodomestici, il consolidamento dei propri debiti o l’ottenimento di liquidità.

Si tratta di prestiti con i quali è possibile richiedere fino ad un massimo di 100.000€, rimborsabili da 12 a 120 mesi a tasso fisso. Per richiederli è necessario presentare il proprio documento d’identità, il codice fiscale e l’ultima busta paga, mentre in alcuni casi può essere richiesto il Cud o l’estratto conto bancario.

In caso di problemi legati ai pagamenti precedenti come segnalazioni ai Crif, pignoramenti e protesti potrebbe risultare molto complicato riuscire ad ottenere un prestito personale, e comunque potrebbero essere richieste ulteriori garanzie come la firma di un garante o una garanzia mobile o immobile.

Poste Italiane offre un prestito personale per i dipendenti statali in promozione. Per esempio per un dipendente con uno stipendio di 1.250€ netti è possibile richiedere un prestito con una rata mensile di 250€, ottenendo 21.830€ rimborsabili in 120 mesi ad un TAN del 6,69% ed un TAEG del 6,90%, per un costo totale del prestito di 30.000€.

Cessione del quinto per dipendenti statali

I dipendenti statali in caso abbiano problemi legati ai pagamenti come segnalazioni ai Crif, pignoramenti o protesti possono comunque richiedere la cessione del quinto, un particolare prestito personale non finalizzato rimborsabile tramite la cessione della quota cedibile dello stipendio.

Con la cessione del quinto il pagamento delle rate avviene tramite trattenuta diretta sullo stipendio da parte del proprio datore di lavoro, e l’importo richiedibile è vincolato alla quota cedibile che non può superare il 20% dello stipendio, per una durata massima di 120 mesi.

Il tasso d’interesse è fisso ed in caso di estinzione anticipata è necessario pagare una commissione aggiuntiva dell’1% dell’importo rimanente. Inoltre è obbligatorio sottoscrivere una polizza assicurativa sulla vita e contro l’eventuale perdita del lavoro, il cui costo viene calcolato all’interno della rata mensile.

Per richiederla è necessario semplicemente effettuare la richiesta alla propria Amministrazione o presso un’agenzia bancaria o finanziaria, con il proprio documento d’identità, il codice fiscale e l’ultima busta paga, senza dover fornire ulteriori garanzie. In caso di contratto a tempo determinato è necessario che il termine del prestito non superi quello del contratto, e può essere richiesto il TFR in garanzia.

Una delle migliori cessioni del quinto sul mercato è quella offerta da Unicredit, che propone la possibilità per i dipendenti statali di richiedere fino 72.000€ rimborsabili in 120 mesi, con un TAN del 5,30% ed un TAEG del 6,51%. Inoltre il costo della copertura assicurativa obbligatoria è completamente a carico della Banca.

Delega di pagamento per dipendenti statali

I lavoratori dipendenti statali con contratto a tempo indeterminato ed almeno tre mesi di anzianità di servizio possono richiedere la delega di pagamento o doppio quinto. Si tratta sempre di un prestito personale vincolato con il quale è possibile aumentare l’importo richiedibile con la semplice cessione del quinto, fino ad un massimo del 50% dello stipendio netto mensile.

Il pagamento avviene sempre tramite la cessione della quota cedibile, tramite trattenuta diretta sullo stipendio da parte del proprio datore di lavoro, per una durata massima di 120 mesi. È necessario sottoscrivere un’assicurazione obbligatoria sulla vita e contro l’eventuale perdita del lavoro ed è possibile estinguere anticipatamente il prestito pagando una penale dell’1% dell’importo rimanente.

Ad esempio la finanziaria Figenpa offre la possibilità ai dipendenti statali di richiedere fino ad un massimo di 50.000€, comunque con una rata fino al 50% dello stipendio netto mensile e con già una cessione del quinto accesa.

È possibile richiedere un anticipo sul prestito disponibile dopo pochi giorni ed iniziare a pagare le rate dopo 60 giorni dall’erogazione, a tasso fisso e convenzionato per una durata che può andare da 24 a 120 mesi, senza la necessità di dover fornire garanzie aggiuntive oltre alla propria busta paga.

Prestiti inps per dipendenti dello Stato

Tutti i dipendenti statali iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali possono richiedere, tramite internet direttamente sul sito dell’INPS o per posta, sia un piccolo prestito che un prestito pluriennale.

Il piccolo prestito è un prestito personale non finalizzato pensato per le situazioni di emergenza e necessità. È possibile richiedere rapidamente da una fino ad un massimo di 4 mensilità rimborsabili da 12 a 48 mesi.

In caso non si avessero altri prestiti in corso né segnalazioni ai Crif è possibile raddoppiare le mensilità richiedibili senza aumentare i tempi di rimborso. Per richiedere un piccolo prestito non sono necessarie garanzie aggiuntive, oltre ai propri documenti d’identità ed alla busta paga.

Si tratta di prestiti agevolati che vengono concessi con un tasso d’interesse fisso del 4,25%, più uno 0,5% per le spese di amministrazione ed un’aliquota in base all’età del richiedente ed alla durata del prestito, che può andare dallo 0,17% al 2,28%.
I prestiti pluriennali invece richiedono che si abbia un contratto a tempo indeterminato ed almeno un anno d’anzianità di servizio, oltre ad essere sempre iscritti alla Gestione unitaria.

È possibile richiedere prestiti rimborsabili in 60 o 120 mesi, il cui importo è vincolato alla quota cedibile che non può superare il 20% dello stipendio netto mensile. Il tasso d’interesse è fisso e convenzionato al 3,50%, più uno 0,5% per le spese di amministrazione ed un’aliquota fissa che può andare dallo 0,17% al 2,28% a seconda dell’età e della durata del prestito.

Inoltre è necessario fornire all’INPS oltre al proprio documento d’identità, al codice fiscale ed all’ultima busta paga un certificato di buona salute, in quanto questi prestiti sono garantiti dall’Istituto di previdenza sociale contro la morte o la cessazione dal servizio senza diritto alla pensione del richiedente.

CONCLUSIONI

I dipendenti statali possono richiedere una serie di prestiti a condizioni agevolate, tra i quali è possibile scegliere quello migliore a seconda delle proprie esigenze e della propria situazione finanziaria.

Per esempio in caso di segnalazioni al Crif è possibile optare per la cessione del quinto, mentre nel caso si necessiti di una somma più alta e meno vincolata è possibile richiedere un prestito personale non finalizzato convenzionato.

Per le emergenze si possono richiedere i piccoli prestiti messi a disposizione dall’INPS, facili e veloci da richiedere ed ottenere, purché si sia iscritti alla Gestione unitaria delle prestazioni sociali e creditizie, con un tasso d’interesse convenzionato. Come anche i prestiti pluriennali, per i quali però è necessario rientrare in una delle finalità richieste, che vengono concessi ad un TAN del 3,50%.

I dipendenti statali possono accedere a molte soluzioni differenti di prestito, sia tramite il proprio datore di lavoro come per la cessione del quinto e la delega di pagamento, sia tramite l’INPS come per i piccoli prestiti ed i prestiti pluriennali, sia direttamente presso banche e finanziarie attraverso i prestiti personali, usando come garanzia la propria busta paga e la solidità del proprio datore di lavoro.

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