Pensione anticipata: le novità

Pensione anticipata: le novità

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Il governo sta lavorando molto sul tema delle pensioni e del lavoro, concentrandosi sulla mobilità sociale. È una questione di vitale importanza, in un paese quasi completamente fermo, con un’età pensionistica molto alta, ed una difficoltà crescente in entrata nel mercato del lavoro.

finanziamenti-pensioniLe nuove norme, se le consultazioni con i sindacati e con l’INPS dovessero andare a buon fine, dovrebbero prevedere la possibilità di uscita anticipata dal lavoro fino ad un massimo di tre anni. In questo caso, si godrebbe di un prestito ventennale erogato al neo pensionato, con il quale percepirebbe il 15% della pensione.

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Sicuramente si tratta di una buona idea, soprattutto per tutte quelle persone che dispongono di una capacità economica maggiore e possono permettersi di percepire minori entrate per tre anni, cioè fino al raggiungimento dell’età pensionabile vera e propria.

Pensioni anticipate a 3 anni: come funziona

Uno dei punti da chiarire saranno i costi dell’operazione, se sarà completamente a carico dell’Istituto di Previdenza sociale o se vi parteciperanno anche le imprese coinvolte. Inoltre, bisognerà valutare se sarà possibile per le persone che aderiranno a questa iniziativa, ottenere un prestito con la cessione del quinto nel periodo di transizione.

Questo è un nodo cruciale. Se infatti, per chi sceglierà questa opzione, sarà impossibile accedere ai finanziamenti bancari, diventerà molto difficile che questa proposta raccoglierà i frutti sperati. Vivere per 3 anni con solo il 15% della propria pensione non sarebbe cosa semplice per la maggior parte delle persone.

Invece, prevedere la possibilità di poter accedere ai prestiti con la cessione del quinto, magari facendo partire il rimborso delle rate dall’effettiva erogazione della pensione vera e propria, potrebbe essere un volano per aiutare seriamente la mobilità sociale.

Trovare delle norme per incentivare l’uscita dal mercato del lavoro è doveroso, soprattutto nei confronti di tutti quei giovani che si vedono costretti a lasciare il proprio paese per mancanza di possibilità lavorative.

Sembra inoltre, che queste norme verranno applicate anche per gli statali ed i dipendenti pubblici, per i quali vale lo stesso discorso. Un modo ulteriore per incentivare la mobilità del mercato del lavoro, potrebbe essere quella di permettere a tutte quelle persone che hanno raggiunto il massimo dei contributi, cioè 40 anni, di poter andare in pensione con un anticipo sull’età minima.

Si tratta di una platea molto ampia di persone, in particolar modo statali, che si vedono costretti ad aspettare diversi anni per poter andare in pensione, seppur abbiano già raggiunto il massimo degli anni contributivi. Regalare soldi non è mai piaciuto a nessuno, soprattutto quando questo reca un danno su due fronti, in uscita ed in entrata.

La speranza è che il governo si muova in fretta e vari finalmente delle norme serie ed accettabili per le molte persone che ad oggi si ritrovano in una situazione non rispettosa. Permettere a chi ha maturato il diritto di accedere alla pensione, o a chi può scegliere di uscire anticipatamente dal mercato del lavoro va bene, purché si permetta a queste persone di godere degli stessi diritti degli altri, come appunto la possibilità di accedere al credito in caso di bisogno.

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