Calcolo della pensione: come ottenere una stima attendibile con i simulatori

Calcolo della pensione: come ottenere una stima attendibile con i simulatori

Jan 26, 2021 Recensioni by Marco

Andare in pensione a molti appare complicato e lontano nel tempo. In realtà, districarsi nella “giungla” dei contributi versati per capire quanto manca alla data fatidica e quale sarà la retribuzione mensile, è meno difficile di quanto si pensi.

Sarebbe sufficiente accedere al sito dell’INPS oppure affidarsi a uno dei simulatori online migliori come, ad esempio, Inpensione.com, per avere una stima di tali parametri, inserendo semplicemente i propri dati: questo simulatore per calcolo della pensione, ad esempio, è tra i più cliccati e fornisce anche una guida chiara ed esaustiva su come si può provvedere a una previsione attenta e puntuale. Innanzitutto, occorre individuare il metodo migliore con cui calcolare la propria pensione.

Dal metodo retributivo al sistema misto

Il metodo retributivo è stato in vigore fino al 1995. Si basava, in particolar modo, sullo stipendio medio percepito dai lavoratori ma, anche se oggi è stato soppiantato da quello contributivo, è possibile inserirlo nel calcolo finale a patto di avere almeno 18 anni di contributi versati entro il 31 dicembre di quell’anno: ovviamente, verranno presi ad esempio, per la media mensile, i compensi relativi agli ultimi anni di servizio. Questa cifra è uno dei parametri principali, cui si vanno ad aggiungere la cosiddetta aliquota contributiva e la tipologia di lavoro svolto: tale aliquota corrisponde a una percentuale che muta a seconda che l’anzianità sia precedente al 1992 o successiva al 1993.

Coloro i quali hanno versato i contributi in date successive al 1995, invece, rientreranno a far parte del già citato sistema contributivo che presenta lo svantaggio principale di basarsi sui contributi dello stipendio medio, inserendo nel calcolo quello ricevuto anche quando fosse stato inferiore al più recente: tali contributi vanno moltiplicati quindi per il coefficiente di rivalutazione e si applica una percentuale che tiene conto anche degli anni maturati. Tale coefficiente varia a seconda dell’età e degli anni di decorrenza dalla pensione.

Infine, esiste il sistema misto che, come suggerisce il nome, coinvolge entrambi i metodi visti precedentemente: chi abbia maturato alcuni contributi prima del 31 dicembre 1995 e altri successivamente, si vedrà inseriti nel calcolo tutti e due i sistemi.

Altre varianti fondamentali

Affidarsi a professionisti del settore o a simulatori diventa indispensabile in quanto intervengono, nel computo ultimo, anche altre varianti. Ad esempio, le donne vanno spesso in pensione qualche anno prima rispetto agli uomini e vengono prese in considerazione anche l’età al momento della pensione e l’aspettativa di vita.

La tipologia di lavoro svolto, come detto, è un altro parametro fondamentale: le cose cambiano radicalmente se si è stati dipendenti pubblici o privati, artigiani o autonomi. Ma ovviamente bisognerà visualizzare bene prima di tutto il numero di anni nei quali i contributi sono stati versati all’INPS, sia in gestione Ordinaria che Separata.

In linea generale, la prima è quella tipica del lavoratore dipendente, mentre la seconda si riferisce in particolar modo ai possessori di Partita Iva. Nel calcolo sono previsti anche gli anni relativi a eventuali corsi di laurea, servizio militare e persino periodi di disoccupazione.

Naturalmente esistono variabili che è impossibile stabilire precisamente: come, per esempio, l’inflazione o l’oscillazione del PIL (prodotto interno lordo), nonché modifiche sostanziali alla propria posizione lavorativa nel corso degli anni.

I fondi pensione

A seconda delle necessità e della disponibilità, è possibile anche aprire un fondo pensione parallelo grazie a banche o istituti di credito che si occupino di questa peculiare formula. La pensione integrativa, per molti, rappresenta un metodo valido per garantirsi una qualità della vita sempre adeguata, specie qualora il computo finale di quella ordinaria risulti svantaggioso. Naturalmente, prima si attiva il fondo pensione, maggiore sarà la cifra riscattabile al momento giusto.

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