Aumento delle pensioni minime: le novità

Aumento delle pensioni minime: le novità

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Il governo intende varare al più presto nuove norme per l’innalzamento delle pensioni minime, forse attraverso l’allargamento della copertura degli 80€al mese anche ai pensionati. Questa, purtroppo, è una parte cospicua della popolazione, che negli ultimi anni ha visto i governi intervenire continuamente a suo danno, attraverso l’adozione di misure che ne hanno ridotto notevolmente il potere d’acquisto.

pensioni sociali minimeInoltre, oltre alle misure degli ultimi governi ed alla crisi economica, i pensionati si sono impoveriti a causa dell’aiuto prestato a figli e nipoti. I primi, per problemi legati alla perdita del posto di lavoro, i secondi, a causa della scarsa mobilità sociale, che ne ritarda l’ingresso nel mondo del lavoro, e, quando ciò avviene, è spesso con contratti che li escludono dal settore del credito.

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Da sempre baluardo delle famiglie e sostegno economico importante, i pensionati italiani vedono oggi i loro risparmi intaccati, il loro potere d’acquisto peggiorare di anno in anno, le tasse crescere. Inoltre, se prima riuscivano a ricavare delle piccole somme aggiuntive, magari investendo i propri risparmi in titoli di Stato, oggi vedono scomparire anche questa opportunità, con i rendimenti al minimo storico, in alcuni casi praticamente a zero come per i BOT a un anno.

Questo potrebbe ulteriormente impoverire i pensionati, costringendoli a spostarsi su prodotti più rischiosi come titoli e azioni, diventando facile preda di trader e speculatori senza scrupoli.

PRESTITI PER PENSIONATI CON PENSIONE SOCIALE

Ben vengano perciò norme del governo in questa materia, che per ora vedono i pensionati italiani ricorrere sempre più spesso a prestiti e finanziamenti. Inoltre si è allargata la quota di pensionati che ricevono la pensione sociale, perché non sono riusciti a raggiungere la quota contributiva minima. Questo tipo di pensione viene erogata dallo Stato, nella quantità di 447€ al mese, e praticamente, a differenza della pensione minima, esclude da ogni possibilità di ottenere un prestito o un finanziamento tramite i normali canali creditizi.

Una delle uniche alternative per queste persone, è la richiesta di un prestito vitalizio ipotecario, quando proprietari del proprio immobile. Ma come funziona? Il prestito vitalizio ipotecario può essere richiesto da tutte le persone che abbiano superato i 60 anni di età, e che siano proprietarie di un immobile non ancora ipotecato. In questo caso, la persona interessata può richiedere il versamento di una somma fino al 50% del valore dell’immobile, a seconda dell’età, da rimborsare solo dopo la morte del richiedente e garantita dall’ipoteca sull’immobile.

La persona in questione ottiene così un vero e proprio prestito personale non finalizzato, con il quale può disporre del denaro come meglio crede, senza dover fornire giustificazioni d’uso, e senza pagare né rate, né interessi finché in vita.

Alla sua morte, gli eredi naturali che acquisiscono la proprietà dell’immobile ipotecato, possono o saldare il debito contratto dal parente, anche tramite prestito o mutuo, e mantenere la proprietà della casa, o lasciare l’immobile alla banca, che provvederà alla sua vendita, recuperando la somma dovuta e restituendo il restante agli eredi.

Ad oggi, sono ancora pochi gli istituti che offrono questo tipo di servizi,e tra questi troviamo il Monte dei Paschi di Siena con Presti Senior, e Intesa Sanpaolo con PerTe Prestito Vitalizio.

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